Acquista il CD "QUELL'IMPETO DI VITA" musica popolare, religiosa cattolica spirituals di vari etnie e nazioni

Isabella di Castiglia (1451-1504) è figura chiave del Rinascimento spagnolo ed europeo. La musica occupa un posto importante alla sua corte e accompagnai momenti salienti della vita, dalle celebrazioni religiose alle imprese belliche. Prediligendo testi di poeti castigliani, Isabella valorizza una polifonia altamente rispettosa della parola, in contrapposizione al lusso decorativo della scuola franco-fiamminga. La migliore musica prodotta in quegli anni, qui riproposta, è contenuta in canzonieri in prevalenza profani. Il principale è il Cancionero Musical de Palacio, opera monumentale, seguito dal Cancionero de la Colombina (appartenente alla biblioteca di Hernando, secondogenito di Cristoforo Colombo) e da quello di Segovia (Archivio della Cattedrale), che comprende anche numerose composizioni sacre

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Isabella di Castiglia (1451-1504)
Nata a Madrigal, importante centro di cultura e di spiritualità cristiana, e celebrata come “la madre della Spagna cattolica”, Isabella di Castiglia è figura chiave del Rinascimento spagnolo ed europeo. Alle grandi imprese in campo politico (unificazione di Castiglia e Aragona; conclusione della Riconquista - che mette fine all’occupazione musulmana della Penisola Iberica -; scoperta e conquista delle terre d’oltremare, solo per citare le più eclatanti) e religioso (intraprende la riforma della Chiesa in ogni suo ambito; promuove l’evangelizzazione dei territori scoperti; fonda l’Inquisizione, nata per custodire l’autenticità della fede dei battezzati) si associa la tutela delle scienze e delle arti, accanto alla lotta per i diritti degli indios d’America. Al di là delle mode storiografiche e delle passioni ideologiche, colpisce la visione internazionale che ebbe della política, oltre all’enorme ricchezza di valori cristiani, di opere sociali, persino di sollecitudine pastorale (come la preoccupazione che i vescovi fossero veri pastori) che caratterizza questa sovrana di eccezionale statura umana e morale.

La fioritura artistica
La musica occupa un posto così importante alla corte di Isabella, da farne il fulcro dell’evoluzione musicale nel paese. La polifonia, quotidianamente praticata anche dall’erede al trono, Juan, accanto al fior fiore dei musicisti di Spagna e d’Europa, assume un ruolo di rilievo che favorisce lo sviluppo nella tecnica compositiva e la diffusione delle opere oltre i confini nazionali. Prediligendo la musica da camera con testi di poeti castigliani, Isabella valorizza una polifonia altamente rispettosa della parola (in contrapposizione al lusso decorativo e agli artifici contrappuntistici della scuola franco-fiamminga). Ed è la musica ad accompagnare i momenti più importanti della vita, dalle celebrazioni religiose alle imprese belliche, dai lutti alle vittorie. La migliore musica prodotta ai tempi di Isabella è contenuta in canzonieri in prevalenza profani. Fra questi, il principale è il Cancionero Musical de Palacio, opera monumentale con oltre 400 titoli, seguito dal Cancionero de la Colombina (appartenente alla ricchissima biblioteca che Hernando, secondogenito di Cristoforo Colombo, assemblò in Siviglia) e da quello di Segovia (Archivio della Cattedrale), che comprende anche numerose composizioni sacre.

Il repertorio
Il “Cancionero de Palacio” contiene, accanto a brani di raffinata polifonia, numerose composizioni di derivazione popolare e tradizionale. Ay Santa María, anonimo, e Virgen bendita sin par, di Pedro de Escobar, appartenente alla corte di Isabella, testimoniano l’importanza della musica religiosa nella cappella reale e la propensione per la lingua volgare anche nella musica liturgica, propensione che si comunica persino a palazzi episcopali e a cattedrali, come Barcellona, Granada e Toledo. Damos gracias a Ti, Dios, di Francisco de la Torre, e Levanta Pascual, di Juan del Encina (dialogo di pastori che si scambiano notizie e commentano gli eventi) celebrano la riconquista di Granada, mentre Triste España sin ventura piange la prematura scomparsa dell’erede al trono. Dindirindin, canzone di origine catalana presente anche in altri canzonieri, rispecchia la tendenza della cultura mediterranea ad annullare le barriere linguistiche e mescolare con disinvoltura idiomi differenti; come Si d’amor penas sentís, illustre brano anonimo citato anche nel “Don Chisciotte”, appartiene al repertorio amoroso. Ne fa parte anche Todo cuanto yo serví, i cui pochi versi rimasti riportano le tematiche del martirio d’amore, care ai poeti e musici dell’ “amor cortese”. Fra i brani esclusivamente strumentali, la Danza Alta di Francisco de la Torre rappresenta un tipo di ballo che prevede movenze “a grandi salti”, eseguiti presumibilmente da ballerini e accompagnato con strumenti molto sonori secondo uno stile prossimo alla pratica popolare, in contrasto con le raffinate danze “basse”, eseguite dai cortigiani senza quasi staccare i piedi dal suolo.
Dal “Cancionero de la Colombina” proviene l’anonimo ed enigmatico Propignan el Melyor, ascrivibile al primo periodo del regno di Isabella e completo di interpretazione strumentale obbligata.
Il “Cancionero Musical de la Catedral de Segovia” testimonia la presenza di artisti fiamminghi nelle corti spagnole, come Heinrich Isaac, cui si deve la rielaborazione strumentale di Palle palle, canzone guerresca della Firenze medicea. E in Italia è composta e conservata Viva el gran Rey Ferdinando, utilizzata nella Roma di Alessandro VI e nella Napoli della dominazione aragonese. Sono questi i due centri in cui durante il Rinascimento si realizza un significativo interscambio culturale tra Italia e Spagna, con reciproca influenza in campo musicale e artistico in genere. Dal “Canzoniere di Montecassino” proviene Adoramus Te, Domine; e influenze dello stile religioso napoletano si riscontrano nelle opere di Juan de Anchieta e nell’anonimo Juste Judex, Jesu Christe conservato nel “Cancionero de Segovia”.
Appartiene invece al repertorio musicale composto e interpretato al di fuori delle corti il canto anonimo Oh poder del alt imperi, proveniente da Elche e facente parte di una preziosa collezione di brani polifonici religiosi. Dalla cattedrale di Tarazcona proviene l’Ave Verum Corpus di Francisco de Peñalosa, considerato il maggior compositore spagnolo del tempo. Dal Nuovo Mondo infine proviene Santa Mariaé, frutto tardivo, rispetto all’ambito temporale prescelto per questo CD, ma strettamente collegato al restante repertorio, in quanto le opere d’oltremare nascono sempre con uno scarto temporale inevitabile rispetto alla madrepatria. E alla cultura musicale del periodo di Isabella si può sicuramente ascrivere questo canto polifonico in lingua nahuatl (l’idioma degli aztechi) proveniente dal Messico (Cod.Valdés). La musica ebbe un ruolo determinante nell’evangelizzazione dell’America Latina: vennero istituiti cori di indigeni che appresero la novità della polifonia e furono presto in grado di eseguire brani complessi. E così come la liturgia veniva eseguita nelle lingue indigene (in anticipo di oltre quattro secoli rispetto all’Europa), anche i canti vennero sovente composti nelle lingue locali, in un primo tempo a cappella, poi con il progressivo inserimento di strumenti.

 

 

RV 048  CD

TODO QUANTO YO SERVÍ
La musica ai tempi di Isabella di Castiglia sec.XV-XVI

1 DANZA ALTA
Francisco de la Torre (ca. 1460-1504)
Cancionero de Palacio (s. XV-XVI)


2 DINDIRINDIN
Anonimo Cancionero de Palacio

3 SI D’AMOR PENA SENTÍS
Anonimo
Cancionero de Palacio (s. XV-XVI)

4 PROPIÑÁN DE MELYOR
Anonimo
Cancionero de la Colombina

5 DAMOS GRACIAS A TI, DIOS
Francisco de la Torre
Cancionero de Palacio (s. XV-XVI)

6 VIRGEN BENDITA SIN PAR
Pedro Escobar (1465-1535)
Cancionero de Palacio (s. XV-XVI)

7 SANCTA MARIAÉ
Anonimo Codice Valdés (1599)

8 AY, SANTA MARÍA
Anonimo
Cancionero de Palacio (s. XV-XVI)

9 DAMOS GRACIAS A TI, DIOS (strumentale)
Francisco de la Torre - Cancionero de Palacio

10 TRISTE ESPAÑA SIN VENTURA
Juan del Encina (1468-1529)
Cancionero de Palacio

11 LEVANTA, PASCUAL
Juan del Encina (1468-1529)
Cancionero de Palacio (s. XV-XVI)

12 ADORAMUS TE DOMINE
Antifona anonima (CM4)
Canzoniere di Montecassino (1430-1480)

13 JUSTE JUDEX, JESU CHRISTE
Anonimo (s. XV)
Cancionero de Segovia

14 O PODER DE L’ALT IMPERI
Anonimo (s. XV-XVI)
Misterio de Elche

15 AVE VERUM CORPUS
Francisco de Peñalosa (ca. 1470-1528)

16 TODO QUANTO YO SERVÍ
Lope de Baena 2
Cancionero de Palacio (s. XV-XVI)

17 PALLE, PALLE
Heinrich Isaac (ca. 1450-1517)

18 VIV’EL GRAN RE DON FERNANDO Anonimo (s. XV)



Interpreti :

PSALTERIUM
RAFAEL ANDREO
Direttore / Liuto rinascimentale e cetra
PEDRO BARRANCO
tenore / liuto arabo
M.JOSÉ BERRAZUETA GÓMEZ
Viola da gamba e viella
FRANCISCO JAVIER BONITO
baritono / Viola da gamba e viella
MARISA DE LA CALLE
mezzo-soprano / ghironda
FRANCISCO CAMPILLO
Flauto e cromorno
JORGE IGLESIAS DE USSEL
baritono / Percussione
PALOMA MARTÍNEZ
soprano / Nacchere
EVA MEDRANO
mezzo-soprano
JUAN ALBERTO PÉREZ
Cornetto, ciarambella, flauto e chalumeau
MANOLI RAMÍREZ DE ARELLANO
soprano
LUIS MARÍA REYERO DE ASTEINZA
baritono
ALBERTO SERRANO
tenore

Hanno collaborato :
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SOFÍA ALEGRE
Viola da gamba

ENSEMBLE STRUMENTALE “LA DANSERYE”
JUAN ALBERTO PÉREZ
FERNANDO PÉREZ
Cornetto e ciarambella
LUIS PÉREZ
Trombone
EDUARDO PÉREZ
Fagotto