|

|
L'Oratorio
è
un
genere
musicale
che
si
innesta
su
una
tradizione
secolare
e
che
richiede
un
alto
impegno
sia
compositivo,
sia
esecutivo.
Il
testo,
basato
su
fonti
scritturali,
è
liberamente
ispirato
all'omelia
di
don
Luigi
Giussani
per
Santo
Stefano
(26
12
1944).
La
musica
è
tutta
fondata
sulla
parola,
costituita
dai
testi
sacri
e
dagli
approfondimenti
spirituali
affidati
al
coro.
Il
severo
linguaggio
musicale
assegnato
al
trio
dei
"narratori"
(considerati
narratori-interpreti,
come
nella
lettura
del
"Passio"),
ora
contrasta
con
la
fluidità
delle
parti
orchestrali,
ora
si
intreccia
con
esse
in
un'unica
narrazione
ricca
di
colori
e
timbri.
La
prima
rappresentazione
dell'Oratorio
è
stata
effettuata
il
28.II.2004
a
Baiano
(AV),
nella
chiesa
di
S.Stefano
Protomartire.
La
seconda
rappresentazione,
il
10
maggio
2004,
nell'Aula
Magna
dell'Università
Bocconi
di
Milano,
in
memoria
di
Stefano
Aletti,
cui
l'opera
è
dedicata.
La
registrazione
è
stata
realizzata
in
sessione
unica
a
Verucchio,
il
29
marzo
2004,
nell'Oratorio
del
Suffragio.
"È
stato
inevitabile
per
me
osservare
come
il
martirio
di
Santo
Stefano
corrisponda,
sino
ad
un
certo
punto,
alla
Passione
di
Gesù:
il
Giusto
e
le
sue
opere;
l'Accusa;
il
Sinedrio;
la
strada
verso
il
supplizio;
il
perdono
ai
persecutori,
la
morte
dell'innocente.
Ma
c'è
un
elemento
fondamentale
che
rende
diversa
la
morte
di
questo
giovane
diacono,
rispetto
alla
fine,
all'ultimo
respiro
di
Gesù,
che
chinò
il
capo,
mentre
"si
fece
buio
su
tutta
la
terra":
Stefano
vede
i
cieli
aperti,
il
suo
viso
è
trasfigurato,
e
contempla
Gesù
alla
destra
di
Dio.
Perché
questo?
Perché
la
morte
di
Stefano
avviene
dopo
che
Gesù,
risorto,
ha
aperto
i
cieli.
Pertanto
il
suo
volto
è
sereno
e
porta
in
anticipo
i
segni
della
gioia
eterna:
egli
contempla
Gesù
accanto
a
Dio,
vede
già
il
termine
della
sua
strada,
del
suo
destino.
Nulla
può
fargli
male,
neppure
le
pietre
che
gli
piovono
addosso.
La
morte
di
Stefano
è
la
primizia,
il
primo
frutto
della
Passione
di
Gesù;
è
l'annuncio
che
anche
qualora
la
morte
fosse
precoce,
violenta
e
ingiusta,
come
la
sua,
il
termine
ultimo
è
una
positività,
una
trasfigurazione.
La
memoria
del
suo
martirio,
celebrata,
nel
calendario
cristiano,
il
giorno
dopo
il
Natale,
non
ne
offusca
la
gioia,
ma
la
rende
piena
di
consapevolezza,
di
forza,
di
lungimiranza
e
di
gratitudine.
Un
martirio
nasce
dallo
scontro
di
un
grande
odio
con
un
grande
amore.
Un
amore
così
grande
che
è
disposto
a
dare
la
vita.
È
questo
amore
che
ho
inteso
mettere
in
risalto.
L'odio
è
tanto
più
forte
quanto
più
è
irragionevole.
L'amore,
quanto
più
è
grande,
tanto
più
è
capace
di
sacrificio.
L'amore
è
fecondo,
genera.
E
il
sangue
dei
martiri
ha
un
privilegio:
suscitare
la
fede
anche
a
distanza
di
secoli,
come
accade
tuttora
per
il
protomartire
S.Stefano.
(Marina
Valmaggi)
|
|
RV
041
CD
Oratorio
SANTO
STEFANO
Lapidazione
di
S.Stefano
protomartire
testo
e
musica
di
Marina
Valmaggi
1. Vere
languores
nostros
Trio,
Coro
2. Davvero
Lui
ha portato
Trio,
Coro
e strumenti
3. Stefano
intanto
Trio
e strumenti
4. L'
ombra
della
croce
Coro
5. Presentarono
quindi
Trio
e strumenti
6. Chi
mi vuol
seguire
Coro
e strumenti
7. Veniva
spinto
Trio
e strumenti
8. Di'
a noi
Coro
9. Non
sentirsi
da soli
Solista
e strumenti
10.
All'udire
queste
cose
Trio,
Solista
e strumenti
11.
Stefano,
guardami
Coro
12.
Pietre,
sorelle
Solista
e strumenti
13.
Veni,
o Sancte
Spiritus
Trio,
Coro
e strumenti
14.
E così
lapidavano
Stefano
Trio
e strumenti
15.
Nella
sua
visione
Trio
e strumenti
16.
Et absterget
Deus
Trio,
Coro
e strumenti
CORO
MILLENNIUM
Direttore
Guya
Valmaggi
TRIO
VOCALE
Giancarla
Severi
soprano
I
Maria
Chiara
Ciotti,
soprano
II
Giovanni
Cantarini
tenore
ENSEMBLE
STRUMENTALE
Devis
Mariotti,
Massimo
Ghetti,
Sara
Lazzari,
flauti
Alessandro
Culiani,
Paolo
Tamburini,
violoncello
ARRANGIAMENTO
STRUMENTALE
di
Enzo
Bocciero
Musiche
vocali
di
Marina
Valmaggi
Testo
a
cura
di
Marina
Valmaggi
Fonti
citate:
1)
Bibbia:
Atti
degli
Apostoli,6-8;
Apocalisse,
7,
13-17
2)
"La
Divina
Commedia",
Purg.,
XV,
vv.106-11
|