ZAFRA
Il gruppo vocale-strumentale (voci, chitarre, charango, percussioni, fiati) prese nome dalla parola cubana “zafra” (che significa “raccolta della canna da zucchero”, lavoro comunitario per eccellenza). Si distinse per l’attenzione alla cultura popolare e l’interesse per le radici delle diverse tradizioni (esplorò, tra l’altro, anche la tradizione musicale dello Zaire e dell’Angola).
Il primo Long Playng in vinile (“Cicatriz”,1974) del gruppo, registrazione dello spettacolo “Si compran le cose, gli uomini no”, fu pubblicato nella collana “Cantointero” dalla Jaca Book. Lo spettacolo, che ebbe grande seguito (fu replicato in 40 città), era nato dal desiderio di “controinformazione” che caratterizzò il mondo giovanile a partire dalla fine degli anni Sessanta, e che i componenti del gruppo - allora quasi tutti studenti liceali o ai primi anni dell’università - trasformarono in una pacata, ma severa ed accorata, disamina della “cicatrice” dell’America Latina. La musica diveniva strumento per conoscere quello che sui testi scolastici non era scritto: una storia raccontata attraverso canti anonimi o di autori che della loro gente avevano a cuore il destino.
Ciò che ha contraddistinto questo gruppo è l’immediatezza nella comunicazione e l’allargamento dei confini espressivi e culturali, in tempi in cui la cultura musicale - non solo dei giovani - era appiattita sulle proposte della musica leggera. L’esperienza si arricchì presto dell’attività creativa degli elementi stessi del gruppo, da cui nacquero gli spettacoli “Grazie alla vita” e “Mecchano”. Quest’ultimo portava già il segno dell’incontro con registi e altre figure professionali: scene, costumi, azione mimica. Un’altra novità fu la formazione, al suo interno, di un geniale gruppo di cabaret, “Arfaz”. Dopo la prima apparizione in TV (1975), cui ne sarebbero succedute regolarmente altre fino al 1984, il gruppo fu seguito con un certo interesse anche dalla stampa nazionale, vide moltiplicarsi le tournées, approdò al Teatro Romano di Verona con tre serate per l’Estate Veronese (1977) e continuò ad incidere dischi. Nel ’78 fu ospite a “Domenica in”, realizzò una lunga tournée in Argentina ed uno “special” televisivo, sulla rete nazionale, che ne metteva in rilievo l’originalità di stile e repertorio, nonché l’indipendenza culturale rispetto ai mass-media. Coronamento dell’attività dei primi anni ’80 fu il Long Playng “Concerto “, inciso per la RCA.
Il repertorio degli Zafra non cessa di meravigliare per la sua spregiudicata eterogeneità e creatività. Nei primi tempi, esso portava il segno degli ardori sociopolitici del momento; alla fine degli anni ’70 aveva già maturato una poetica ed un’estetica proprie, tradotte in una produzione originale grazie aicantautori presenti nel gruppo (Angelo Casali, Marina Valmaggi, Ciro Picciano). Fra le loro composizioni più note, “I fuochi, l’acqua, il tempo”; “Le veglie e i maghi”; “Icaro”; la “Danza della pioggia”, e, nel cabaret, “L’Alternativa”,“Pubblicità”, oltre alle traduzioni ritmiche “Al final”, “Grazie alla vita”, “Costruzione”, etc.. Fino al 1985 Zafra ha collaborato, per la ricerca e l’esecuzione musicale, con numerosi artisti, fra cui Orazio Costa Giovangigli, Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Nando Gazzolo, Anna Miserocchi, Franco Graziosi.
Quasi tutti i componenti del gruppo continuano attualmente l’attività musicale come cantautori, solisti, direttori artistici o strumentisti; talvolta tornano insieme per imprese importanti, come fu la partecipazione al concerto “In cerca di Americhe” di José Carreras nell’ambito del “Meeting per l’amicizia tra i popoli” (1992), in cui furono l’anima del nascente Coro Millennium. Nel ’96 e ‘98 sono riapparsi per una breve stagione, incidendo un CD, “CHRISTMAS’ WAY” a favore di AVSI (una delle più importanti associazioni di volontariato presenti in campo internazionale) e partecipando a un secondo album, “A BANDA”.
El grupo vocal-instrumental (voces, guitarra, charango, percusion y vientos) tomo el nombre de la palabra “zafra“ que significa recogida de la caña de azucar, trabajo comunal por excelencia. Se distingue por la atencion que presta a la cultura popular y al interes por las raices de las diversas tradiciones ( explorò entre otras, la tradicion musical del Zaire y Angola ). El primer LP del grupo, en acetato ( Cicatriz- 1974 ), grabacion del espectaculo “ Se compran las cosas, a los hombres no “, fue publicado en la coleccion “ Cantointero “ de la Jaca Book. El espectaculo, que tuvo gran exito ( fue repetido en 40 ciudades ) nacio del deseo de “contrainformacion“ que caracterizo el mundo juvenil del fin de los sesentas y que los integrantes del grupo –al momento todos estudiantes liceales o en sus primeros años de universidad – transformaron en un moderado – pero severo y cuidadoso – examen de la cicatriz de America Latina. La musica se convertia en instrumento para conocer aquello que no estaba escrito en los textos escolasticos : una historia contada a traves de cantos anonimos o autores que llevaban en el corazon el destino de sus gentes. Lo que ha distinguido este grupo es la inmediatez de la comunicacion y el ensanche de los confines expresivos y culturales, en tiempos en los cuales la cultura musical – no solo en los jovenes – era aplastada por la musica ligera. La experiencia prontamente se enriquecio de la actividad creativa de los elementos del grupo mismo, de la cual nacieron los espectaculos “ Gracias a la Vida “ y “ Mecano “. Este ultimo llevaba ya la marca del encuentro con directores y otras figuras profesionales: escena, vestuarios, accion mimica. Otra novedad fue la formacion, en su interior, de un genial grupo de cabaret, “Arfaz“. Despues de la primera aparicion en television (1975), la cual fue seguida regularmente por otras hasta 1984, el grupo fue seguido con cierto interes por parte de la prensa nacional, vio multiplicarse las tournees, llego al Teatro Romano de Verona con tres noches del Verano Verones ( 1977 ) y continuo a grabar discos. En el 1978 fue husped en Domenica In, realizo una larga tournee en Argentina y un especial televisivo, en la red nacional, que ponia en relieve la originalidad de estilo y repertorio, ademas de la independencia cultural respecto a los medios masivos. El culmen de la actividad en los primeros años 80 fue el LP “Concierto “, grabado para la RCA. El repertorio de ZAFRA no cesa de maravillar por su desprejuiciada heterogeneicidad y creatividad. En los primeros tiempos, eso significaba el ardor sociopolitico del momento; al final de los años 70 habia madurado ya una poetica y estetica propias, traducidas en una produccion original gracias a cantautores presentes en el grupo (Angelo Casali, Marina Valmaggi, Ciro Picciano). Entre sus composiciones mas notorias “ El fuego, el agua, el tiempo “, “ Las vigilias y los magos “, “ Icaro “, “ La danza de la lluvia “ y en el cabaret, “La alternativa “, “Publicidad”, ademas de las traducciones ritmicas “Al final “, “ Gracias a la vida “, “ Construccion “, etc. ZAFRA ha colaborado para la investigacion y ejecucion musical, con numerosos artistas, entre otros Orazio Costa Giovangigli, Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Nando Gazzolo, Anna Miserocchi, Franco Graziosi. Casi todos los integrantes del grupo continuan actualmente la actividad musical como cantautores, solistas, directores artisticos o instrumentistas. Ocasionalmente se reunen para empresas importantes, como fue la participacion en el concierto “ En busca de la America “ de Jose Carreras, en el ambito del Meeting para la amistad entre los Pueblos en 1992, en el cual fueron el alma del naciente Coro Millennium. En 1996 y 1998 aparecieron en una breve estacion grabando un disco, “ Christmass Way “ a favor de AVSI – una de las mas importantes asociaciones de voluntariado presentes en el campo internacional- y participando en un segundo album , “ LA BANDA “.