![]() |
|||||||||||||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
||||||
![]() |
![]() |
||||||||||||
![]() |
Marina Valmaggi LA
GRAN
MERAVIGLIA
Nel
mondo
europeo
è
poco
nota
la
vicenda
di
un
veggente,
l'indio
azteco
di
nome
Juan
Diego,
che
fu
il
tramite
di
un
evento
dalle
ripercussioni
incalcolabili.
Ai
primi
di
dicembre
del
1531,
sul
colle
Tepeyac
presso
Città
del
Messico,
la
Vergine
Maria
gli
appare,
lasciando
miracolosamente
impressa
la
propria
immagine
sul
suo
mantello
di
ruvida
tela.
L'evento
straordinario
sta
alla
base
della
riconciliazione
fra
i
conquistatori
spagnoli
e
le
popolazioni
indigene.
Il
racconto
comincia
con
il
miracolo
probatorio
(l'ultimo
di
una
serie
attestata
dalla
memoria
popolare)
che,
in
tempi
recenti,
è
stato
determinante
per
l'elevazione
agli
altari
dell'umile
indio.
A
Città
del
Messico,
il
6
maggio
1990,
nel
Durango
Hospital,
Juan
José
Barragán
Silva,
un
ragazzo
dedito
da
5
anni
alla
droga,
ricoverato
per
un
trauma
cranico
gravissimo
in
seguito
alla
caduta
dal
3°
piano
di
un
palazzo
(tentato
suicidio),
guarisce
inspiegabilmente
in
pochi
giorni:
le
ferite
si
rimarginano
sin
quasi
a
scomparire
e
la
dipendenza
dalla
droga
è
svanita
dincanto.
Al
personale
medico
e
paramedico
che
assiste
allevento,
la
madre
riferisce
di
avere
invocato
la
Vergine
di
Guadalupe,
per
tramite
del
Beato
Juan
Diego. Acquisti
|
Approfondimenti: incipit
|
|||||||||||