The Outlanders
"THE OUTLANDERS": CALL OF FREEDOM
"Call of Freedom" è il titolo di uno spettacolo/evento in cui vengano eseguite canzoni della tradizione popolare e d'autore irlandese, scozzese e inglese, affidate all'ensemble vocale-strumentale "THE OUTLANDERS" che ha inciso l'omonimo CD: un viaggio affascinante tra le vicende, i personaggi, le aspirazioni di popoli che hanno saputo trasfondere la loro anima nelle musiche tradizionali così come in nuove affascinanti composizioni.
Il gruppo, di recente formazione, ha tenuto applauditissimi spettacoli al "Meeting per l'amicizia fra i popoli" (agosto 2006) e all'Università di Pisa. Le voci sono accompagnate da pianoforte, chitarre, flauto, vibrafono, percussioni.

Concerto
CALL OF FREEDOM
Storie sempre nuove e sempre antiche arrivano dalle verdi sorelle nordiche, Scozia e Irlanda: dalla più autentica tradizione, con ballate le cui origini affondano nella notte dei tempi, sino alle composizioni di talenti moderni come gli U2.
Lo spettacolo non presenta il solito carosello di cornamuse e ritornelli folkloristici che piacciono agli ascoltatori distratti. L’offerta è più impegnativa e pertanto più allettante
Due itinerari si intrecciano nel concerto:
Il primo ci parla di queste terre, del loro mare, dei fiumi, del cielo solcato dai gabbiani e delle valli coperte da tappeti di felci, così come delle piccole e grandi città in cui si dipanando le umane vicende. Lì incontriamo Molly Malone che vende cozze e vongole trascinando il suo carretto nelle stradine della vecchia Dublino, o la giovane e sfortunata Mary, conosciuta ormai in tutta l’Irlanda come la “Rosa di Tralee”, dagli occhi lucenti come l’alba. C’è il pescatore che affida i suoi sogni alle misteriose profondità dell’oceano e il vecchio clown che se ne va in Paradiso “vestito da lavoro”, con le scarpe che sorridono e il vermiglio naso a ciliegia. C’è lo storico fiume Tweed, abitato dai salmoni, che scorre tra morbide distese d’erica in territori da sempre nemici: inglese una riva, scozzese l’altra…
Il secondo percorso ci fa scoprire paesaggi interiori, che per essere avvistati reclamano il cuore e in cui gli occhi non temono il confine dell’orizzonte. E’ un cammino in cui non esistono più irlandesi o scozzesi o inglesi (ecco il segreto del nome “Outlanders”), ma solo uomini che bramano la pace e la libertà e che vogliono camminare verso la felicità. A volte gridando, con un celebre brano degli U2, “ancora non ho trovato quello che cerco” (I still haven’t found what I’m looking for), o domandando “credi veramente che questa guerra farà cessare tutte le guerre? e che tanta sofferenza valga la pena?” (Green fields of France) e sempre ascoltando la “chiamata della libertà” (Call of Freedom, dalla canzone Song for ireland).
OUTLANDERS: “stranieri” anche perché cantano in una lingua diversa dalla propria. Ma con la stessa passione di chi quei canti li ha scritti e cantati per la prima volta.





