![]() |
|
|
LE CANTIGAS DE SANTA MARIACanti spirituali composti e raccolti nella seconda metà del XIII sec. da re Alfonso X il Saggio e dai trovatori della sua corte. Esse sono il prodotto di una complessa tradizione mariana. S. Alfonso El Sabio (1221-1284), straordinaria figura di re-scienziato, difensore della fede e devoto della Vergine, fu incoronato re di Castiglia e Leòn nel 1252. Raccolto intorno a sé un eterogeneo insieme di collaboratori (cristiani - spagnoli e non -, mori ed ebrei, strumentisti arabi e giullari castigliani, trovatori provenzali e della Galizia, e così via), con essi formò dei gruppi di lavoro a Burgos, Toledo, Siviglia, Murcia. Portò a termine importanti opere, fra cui le "Sette Partiture", i "Libri del sapere astronomico" il "Lapidario" e le "Cantigas de Santa Maria", che si dice siano la sua opera più personale, e che riflette un'intera epoca di storia della Spagna e della cristianità. Ne esistono 4 manoscritti, non tutti completi, provenienti dallo studio reale: due all'Escorial, uno a Toledo e uno a Firenze. La lingua utilizzata è il gallego (o galaico-portoghese), la più prestigiosa a quel tempo nella penisola iberica per la poesia. Le musiche sono scritte su pentagramma, secondo un sistema di notazione estremamente originale e avanzato. Esse costituiscono la più vasta e varia testimonianza della monodia non liturgica del 1200. Nel 1934 Higinio Anglés ne ha pubblicata una trascrizione, in cui le 402 cantigas vengono restituite con rigorosi e inconfutabili criteri. Le cantigas possono essere di due tipi. Le più numerose narrano miracoli della Vergine e storie in cui Ella intercede per i suoi devoti; il racconto poetico procede in forma di leggenda, secondo il gusto del tempo, e in genere queste cantigas hanno un ritmo vivace, che si presta anche alla danza sacra, in uso presso i santuari per alimentare la gioia pur in mezzo alle penitenze. Il secondo tipo di cantigas, denominate "di lode", comprende quelle che non hanno contenuto narrativo, ma sono preghiere con cui si chiede la Grazia e l'intercessione per il perdono dei peccati. Si tratta di vere e proprie poesie, ove i testi utilizzano immagini preziose per la Vergine: "stella", "cammino", "luce", "rosa"... Il loro ritmo è più dolce e delicato. Sono in tutto 40, collocate sempre nel decimo posto (cantiga n°ree; 10, 20, 30, etc.). Oltre a questi due tipi di Cantigas sono degni di menzione: il "Prologo", in cui Alfonso X fa l'offerta di tutta la sua opera alla Vergine, dicendole che vuole essere suo "trovatore", che vuole cantare Lei più che nessun'altra donna; l' "Epilogo", che chiude le Cantigas rinnovando l'offerta iniziale per il perdono di tutti i suoi peccati. Tutte le cantigas sono precedute da una frase che ne presenta sinteticamente il contenuto. Mentre i temi delle prime 100 sono, complessivamente, abbastanza simili a quelli che si ritrovano in altri florilegi della cristianità occidentale, più avanti Alfonso, ampliandone il numero, inserì racconti di eventi accaduti nella sua terra e aneddoti della sua stessa vita, arricchendo la raccolta di storie e di musiche popolari nuove o poco conosciute. Fra le cantigas, alcune si ricollegano al mondo dei paladini e svelano l'origine trovierica; altre ricordano forme melodiche proprie della musica liturgica oppure attingono alle fonti tardo-classiche germaniche e romaniche; le arie di danza sono palesemente derivate dalla musica profana; c'è anche chi ritiene di poter individuare in alcune cantigas tracce delle melodie che un tempo servirono ai giullari epici per cantare le gesta dei guerrieri e dei principi di quel tempo, nonchè influssi della musica araba. La notazione dei manoscritti non ci dà indicazioni riguardo a come si accompagnavano le Cantigas. Le miniature che figurano nei manoscritti, però, non solo ci parlano degli strumenti con cui erano accompagnate, ma ci offrono anche l'immagine di vari raggruppamenti strumentali; e suscita stupore notare un giullare cristiano accompagnato da un musicista moro, o un intervallo fra le preghiere occupato con il gioco che oggi chiamiamo "baseball"... Le "Cantigas de santa Maria" costituiscono un singolare ex-voto musicale. In esse, poesia e canto sostituiscono quelle immagini che tante volte nei santuari raffigurano le storie di una grazia ottenuta, e che ad un tempo testimoniano la fede e la gratitudine di chi le ha dipinte o anche solo commissionate: un ex-voto che, resistendo a oltre sette secoli di storia dell'umanità, ci giunge con la freschezza e la forza misteriosa di una verità che è nel tempo ed è senza tempo. CD ALLE SORGENTI (Ed.RODAVIVA) CD SACRED FOLKSONGS (Ed.Rugginenti) CD PSALTERIUM (A.Parera Fons - Spagna)
|