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FRANCESCO MARIA MARINIe la Cappella musicale della Basilica di San Marino nel sec.XVIII "Concerti Spirituali" di Francesco Maria Marini da Pesaro sono la più importante testimonianza dell'attività e della qualità della musica a San Marino nei primi anni del '600. Essi evidenziano come la piccola Repubblica fosse inserita in un contesto musicale di città ricche di esperienze, quali Urbino, Pesaro, Fano, Rimini, Cesena: contesto di cui ancora poco si conosce, ma che riserva continue sorprese. Notizie di un'attività musicale sammarinese si hanno sin dal 1260 circa, principalmente legate all'attività religiosa del Convento di San Francesco di San Marino. Ma una svolta vera e propria si ebbe alla fine del sec. XVI, quando il Concilio di Trento (1563) impose una capillare riorganizzazione della Chiesa e dei suoi riti. Una delle innovazioni era quella di accostare, nei seminari, al "Maestro di grammatica" la figura del "Maestro di canto". Anche il territorio del Montefeltro, di cui San Marino fa parte, ebbe le sue riforme, e ciò accadde grazie a Giovanni Francesco Sormani (vescovo del Montefeltro dal 1566 al 1601), il quale fondò un seminario diocesano a Pennabilli e si adoperò, attraverso i sinodi diocesani, per portare ordine e forma nella chiesa montefeltrana. Da quel momento compaiono le prime testimonianze di un'attività musicale sistematica: già nel 1605, San Marino si dotò di un "Maestro di Cantare". Negli anni venti del Seicento la storia della Cappella Musicale conobbe un ulteriore incremento, grazie al lascito del Legato Fabrizio Belluzzi, il quale destinava parte dei suoi beni "... ad un Prete di buona vita et atto à servire al Choro..." (1627). Molto probabilmente è a questo punto che compare la figura di Francesco Maria Marini. Grazie ai suoi "Concerti Spirituali", apprendiamo che intorno al 1630 nella chiesa principale della Repubblica di San Marino c'era un servizio musicale organizzato da un direttore, e che le musiche scritte per questa chiesa erano di ottima fattura. La Repubblica di San Marino non era certo in grado di mantenere stabilmente standard culturali elevati, ma la presenza di un centro di studio francescano come il Convento di San Francesco e quella di famiglie ricche, che frequentavano la Roma dei Papi o l'Urbino dei Duchi, può costituire un ragionevole presupposto alla presenza non occasionale anche a San Marino di musica raffinata, con archi e voci, secondo le migliori tradizioni delle Corti più importanti dell'epoca. Francesco Maria Marini Il 1 Agosto 1637, Francesco Maria Marini da Pesaro, Maestro di Cappella di San Marino, offre i suoi 27 Concerti Spirituali "A Gl'Ill.mi Signori e Patroni miei colendissimi lì Sig.ri Capitani e Consiglieri della Repubblica di S.Marino." Dalla lettera dedicatoria (in cui il compositore riporta alcune teorie dell'epoca circa "la necessità della musica" ed esprime lo spirito con cui ha scritto e dedicato le sue composizioni) si evince che probabilmente egli fu attivo a San Marino nel decennio 1627 - 1637 ("... la Sampogna della mia rusticha Musa non sono ancora ben compiuti due lustri, che si conminciò ad'udire."). E il suo ufficio terminò quasi certamente in quello stesso anno, giacché lo troviamo poi a concorrere - ma senza esito - al posto di maestro di Cappella presso il Duomo di Urbino. Di Francesco Maria Marini null'altro si sa. Ricerche ancora in corso stanno tentando di far luce su questi dati e su ulteriori aspetti. Ma di lui parla l'opera: essa rivela un sorprendente talento ed un'elevata cultura, contraddistinta da modernità e competenza, tanto da superare i confini regionali e nazionali. L'opera I "Concerti Spirituali" sono l'unica pubblicazione sopravvissuta del compositore. Essa esiste in più copie, possedute da alcune biblioteche europee, a testimonianza del valore oggettivo della musica del Marini e della sua felice circolazione. L'opera originale è composta da cinque fascicoli (Soprano, Alto, Tenore, Basso e basso d'Organo). A San Marino è conservata solo la parte dell'Alto, mentre i cinque fascicoli completi sono presenti presso la Biblioteca del Conservatorio "Martini" di Bologna e presso la Christ Church Library, University of Oxford. Infine, presso la Biblioteca Universitaria di Wroclaw in Polonia (l'antica Breslavia) sono conservati i soli fascicoli di Tenore e Basso di due mottetti ("Anima mea" e "Iesu dulcis memoria"), inclusi in una raccolta del 1646, curata da Ambrosius Profius, organista presso la chiesa di Santa Elisabetta, che contiene concerti spirituali "a 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7 &c. Vocibus, cum & sine Violinis & Basso ad Organa" dei più famosi autori italiani e stranieri di quel tempo, da lui scelti fra la musica più nobile e richiesta. I Concerti Spirituali del Marini presentano una certa difficoltà sul piano esecutivo, sia per virtuosismo, sia per estensione: furono scritti dunque per bravi solisti e non per coro. Anche l'organico strumentale previsto imponeva l'utilizzazione di solisti, data la presenza di due violini, viola contralto, viola tenore (da brazzo), basso di viola (violoncello) e ovviamente organo. Non si ha notizia di un'esecuzione coeva all'opera, né risulta che queste musiche siano eseguite tutt'oggi in qualche parte del mondo. Ci piace supporre ed auspicare che esse rivivano grazie alla nuova edizione moderna, dovuta alla dedizione del ricercatore, trascrittore nonché direttore, il M°Augusto Ciavatta, ed al prestigioso insieme di interpreti. Discografia Doppio CD Francesco Maria Marini, "Concerti Spirituali" (Ed.RODAVIVA)
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