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LA LAUDA MEDIEVALELe laude sbocciarono nelle confraternite - pie associazioni laicali - e nei conventi, ad uso soprattutto dei laici: erano infatti adatte alla partecipazione collettiva, grazie all'introduzione della lingua volgare e al loro impianto ritmico. Erano utilizzate prevalentemente nelle processioni e nelle paraliturgie. Dati i frequenti contatti (dovuti in particolare a monaci, commercianti, giullari e pellegrini) dell'Italia con gli altri paesi europei, era inevitabile che ci fossero influssi reciproci con componimenti analoghi, quali i "Miracles de Nostre (sic) Dame" e le "Cantigas de Santa Maria": le analogie non si limitano, infatti, all'ispirazione e alla tematica (che però nelle laude è più varia) ma toccano caratteri stilistici e persino alcune melodie. Vi fu probabilmente un vero e proprio movimento di monaci-cantori vaganti, come auspicò S. Francesco quando chiese che frate Pacifico, "signor di versi", e altri compagni andassero predicando e cantando le lodi di Dio "tamquam joculatores Domini", come giullari del Signore. Il più grande di questi fu Jacopone da Todi; un altro nome prestigioso è quello di Garzo. Sin dal primo Duecento è nota la presenza di gruppi di 'laudesi', come quelli della confraternita fiorentina dei "Laudesi della Beata Vergine", di cui fu emanazione l'ordine dei "Servi", che nel 1233 cantavano laude in volgare alternandosi a fanciulli in coro e accompagnandosi con strumenti. Le raccolte più più importanti sono il Laudario di Cortona (proveniente cioè dal convento cortonense di San Francesco) e il Codice Magliabechiano II della Biblioteca Nazionale di Firenze. Ragioni paleografiche fanno collocare il Laudario di Cortona fra il 1260 e il 1297; la stesura delle 46 laude durò nel tempo, come accadde per molte compilazioni simili, e comprende componimenti di età diverse. Il Laudario del Cod.Magliabechiano II, I, 122 contiene testi e melodie comuni ad alcune laude cortonensi ed altre del tutto autonome, che stilisticamente appaiono posteriori. Apparteneva alla Confraternita di Santa Maria e la sua redazione è da collocarsi fra il 1310 e il 1340, ma alcune laude sono sicuramente anteriori (se non altro, quelle comuni al codice cortonense). Le 20 laude comuni risultano "abbellite" da virtuosismi vocali, mentre quelle nuove si presentano più semplici e sobrie. Talune utilizzano una melodia già appartenente ad altra lauda. Nella copiosissima discografia, segnaliamo: CD GREGORIANI E LAUDE (Ed.RODAVIVA) CD ALLE SORGENTI (Ed.RODAVIVA) CD SACRED FOLKSONGS (Ed.Rugginenti) CD CANTICO (Ed.Itaca)
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